La maschera è lo strumento che rende possibile la rappresentazione di tutti i personaggi che sono dentro di noi,che spesso neanche conosciamo, a cui spesso impediamo di manifestarsi.Uno nessuno centomila.
OlunaO in In una notte c...
maniaperte in E se fosse ver...
argeniogiuliana in In una notte c...
JeanArmor in In una notte c...
carezzadiluce in In una notte c...
emozionantoti in Appoggiata al...
vampyr8 in E se fosse ver...
tiptop in E se fosse ver...
lorypersempre in E se fosse ver...
Uait in E se fosse ver...
... Del senno di Poi ...
cantando ai fornelli
chissà
Con passo di donna leggero
DiversaMente
DONNAGAY
il cavallo di Troia
Il cuore tra le mani
jeanarmor
L'AMORE PER ME? NON E' COSA!
L'ornito-lella
La teoria dei gorghi
Manuale di Sopravvivenza Lesbica
NERO ASSENSO
OltreL'Apparenza
Onda d'urto
Riflessioni e pensieri a ruota libera
tiptop
ying&yang
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
visitato *loading* volte

In una notte così ti ho aspettato.
Piovevano stelle sul mare, la sabbia ancora calda di una giornata afosa,
gli amici intorno cantavano le nostre canzoni. Ero fuori posto, in tanta allegria.
Entrai in acqua, il cuore schiantato contro il tuo silenzio.
-Non sei tu che amo- , mi dicevo,
-sei la proiezione di un amore perfetto-,
-se esistessi davvero non mi avresti lasciata qui a cercarti,
in questo inutile cielo stellato-
Ho amato la tua pazzia, il tuo dolore, e ho perso me stessa.
-Dovresti dirglielo che l'ami- mi girai di scatto, lei aveva capito tutto.
-Sarebbe come distendersi su un binario e aspettare il treno_dissi io.
_Lei non merita il mio amore- non saprà mai, quanto l'amo-
Rimanemmo in silenzio nuotando, la musica lontana.
-Andiamo a prendere un po' di vino, ci scalderà un po'-
La seguii verso una barca ancorata.
Tirò fuori due bicchieri e una bottiglia di porto.
Le luci della città, immobili sul mare, il suo viso tenero sul mio,
le mani sapienti su di me, l'odore del mare sulla sua pelle,
mi baciò, e poi ancora.
Un corpo che non era il tuo, su di me.
Aprii gli occhi, guardai le stelle e piansi.

E se fosse vero che non so più amare?
Se avesse ragione M a dire che mi sono anestetizzata per non provare più dolore?
Sembra che non ci sia niente che mi interessi veramente, non c'è ribellione, né passione .
E' una rabbia muta, che arriva in gola e annienta
Trascino i giorni, cercando di non farmi male e di non farne a nessuno.
Ma questo non è possibile, so che ti faccio soffrire, quando sprango la mia tana,
lasciando fuori il mondo ed anche te.
Oggi, in riva al lago, stavi sola sotto la pioggia, lo sguardo perso,
senza nessuno che venisse dietro ad abbracciarti.
Non sono riuscita a farlo, ti ho lasciata lì, senza poterti dare ciò che chiedi.
Ma tu lo sai che chiedi il mio cuore tra le mani?
Vorresti la passione che brucia le labbra, il corpo tremante fra le tue braccia,
la mia vita nuda e rinata senza memoria.
Come potrei ancora tornare a credere che posso volare se le mie ali sono state spezzate?
Sono un'aquila che crede di essere un pollo, o un pollo che ha creduto di poter diventare un'aquila?
E' giusto che io metta sul tappeto verde la mia vita e la tua, giocandola a dadi?
Lo so che rischio di perderti e poi di perdermi,
so che potrei non ritrovarti in riva al lago ad aspettarmi .
Mi sento smarrita al solo pensiero di poter rotolare giù dal tuo cuore,
di non sentirmi più dentro di te.
Sei tu la mia tana, l'abbraccio caldo, la mia pace.
Sorridimi ancora e dimmi che non finirà,
potrei crederci .

25 APRILE
La bandiera Italiana
Nella costituzione repubblicana del 1947, all’art. 12, si legge: “La Bandiera della Repubblica Italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione”.
Il significato dei tre colori è:
Verde = Il colore delle nostre pianure.
Bianco = La neve delle nostre cime.
Rosso = Il sangue dei caduti.
Dal discorso di Giosuè Carducci, tenuto il 7 gennaio 1897 a Reggio Emilia per celebrare il 1° centenario della nascita del Tricolore
«Sii benedetta! benedetta nell'immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli! Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all' Etna; le nevi delle alpi, l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani, E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la patria sta e si augusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l' anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de' poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi, E subito il popolo cantò alla sua bandiera ch' ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà»,
La Bandiera degli italiani
Se l'amore è gioia, energia, cambiamento, come può far soffrire?Se lo lasciamo fare, ci introduce al mistero della vita, inietta energia nelle radici. E allora come spiegare il dolore, l'inquietudine?
Quante volte abbiamo cercato di ingabbiarlo in modelli preconfezionati, in stereotipi che non hanno nulla a che fare con il divino che c'è in lui. Forse Il tormento scaturisce dalle illusioni che gli abbiamo cucito addosso,nel volerlo spiegare, nel dargli una collocazione, nel catalogarlo.
Spesso ho creduto che l'altro dovesse essere la legna da accendere , per potermi riscaldare , non ho pensato che forse io dovevo accendermi e non per qualcuno ,ma per la mia vita, per il mio cambiamento.E' questo l'incanto che possiamo offrire all'altro, la magia che innamora l'altro,e non, il volerlo adattare al nostro bisogno.
La paura di perdere, dell'abbandono, di non essere amata, non fa bene all'amore, lo esaurisce.L'elettricità è nello scambio, non nell'attesa che ....se costruiamo dighe, deviamo il corso naturale, non troveremo più quel fiume in piena che ci trasporta, ma un rigagnolo pieno di detriti.Spendiamo tutte le nostre energie per portare l'acqua in un rubinetto, che lo apri quando vuoi, ma non lamentarti se poi, fai il bagno in una bacinella!
“Chiare fresche dolci acque” ..... solo se rischi di tuffarti nel fiume così com'è.

Per mantenere vivo un fuoco metti due ciocchi di legno uno accanto all'altro. Devono essere abbastanza vicini per passarsi il calore a vicenda, ma abbastanza lontani per poter respirare.

Assorto nella controluce,
il tuo corpo forte.
Alzi lo sguardo verso i miei pensieri,
spiando il malumore.
Un sorriso,
rassicurante di promesse.
Tu sai.
è un momento magico,
forse irripetibile,
dolcemente mi prendi per mano,
mi porti al mare,
unico testimone di un sentimento
che ci trapassa,
di una energia che entra nella pelle
e scalda i corpi,
li prepara al desiderio,
all'abbraccio infinito.
Le tue foto in riva al mare,
lo sguardo all'orizzonte
a cercare un Dio che non hai.
Sembri così forte,
così certa di noi,
ma cerchi la mia spalla
dove poggiare i pensieri.

Per quanto tempo ancora consentiremo
a insaziabili sciacalli di spartirsi quel che resta
di questo paese,già dilaniato
da predatori di ogni risma.
Fino a quando permetteremo candidature mafiose,
conflitti di interesse,
monnezza ai cigli delle strade (diossina inclusa),
leggi ad personam,
mediocri corrotti incollati alle sedie del parlamento,
magistrati coraggiosi inquisiti,
l'informazione, leccaculo dei potenti,
privilegi mediatici al Vaticano,
programmi tv spazzatura,
sperpero dei nostri sudatissimi soldi.
Fino a quando sopporteremo i politici
che ci raccontano quello che nn va
in questo paese (come se nn lo sapessimo)
e che naturalmente nn è mai colpa loro!
Quando avremo il coraggio di mandarli tutti a casa,
quando diremo finalmente Bastaaaaaaaaa!

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

Appoggiata alla ringhiera, guardo il mare minaccioso.
Parlai di te quella sera,
del mio amore inutile,
e lo gettai fra le onde, per disfarmene
come di un' arma assassina.
Ho deviato il corso del fiume,
e la verde vallata è diventata deserto.
No, non ne sono fiera, nè mi sento onnipotente.
Avrei voluto godere di te per poi lasciarti
in un letto disfatto, lo sguardo incredulo.
Scrollo le spalle, il bavero alzato
inghiottita nei vicoli bui e freddi.
Niente rimorsi, né ripensamenti.
Il sapore acido di un amore che non è stato
il viso sbiadito di chi mi ha guardato con occhi freddi,
l'inganno
come un'ombra lunga che mi segue.
Sapevo che eri importante per me
ma fino a stasera non sapevo quanto.
Adesso so quanto contiamo l'una per l'altra,
mentre parliamo di noi.
Sento la forza del tuo amore che mi lascia libera di andare
e quanto io sia legata a te nel non volerlo fare.
La tua voce calma, scandisce le parole,
che mi abbracciano in una morsa tenera.
Stanotte mi lascerei andare in questo liquido primordiale
che hai preparato per me
“e naufragar ...........”.
Mi piace come mi ami, come mi senti,
e quanto ti appartengo.
Spiani i miei pensieri su un foglio e
come per incanto prendono il loro posto.
E' sempre stato così con te fin dalla prima volta.
Io ti parlo e le parole acquistano significato,
le nubi si dissipano
e la verità risuona nel mio petto.
