La maschera è lo strumento che rende possibile la rappresentazione di tutti i personaggi che sono dentro di noi,che spesso neanche conosciamo, a cui spesso impediamo di manifestarsi.Uno nessuno centomila.
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Per ogni porta c’è una chiave, per ogni problema una soluzione,
per ogni labirinto una via d’uscita.
Ho sempre pensato che la natura nega la vita a chi si arrende,
a chi si lascia andare, a chi non sa vivere la vita.
Ubbidisce ad un codice, una sorta di selezione naturale,
che ci ha portati fin qui.
La malattia è la perdita di equilibrio, di armonia ,
tra mente e fisico. Tipiche le malattie psicosomatiche, e
da alterazione immunitaria.
Ogni giorno le cellule muoiono e prontamente sono
sostituite da altre appena nate.
L’apoptosi, o morte cellulare programmata, ha un significato
ben preciso nell’organismo, riporta l’equilibrio ,
ha una funzione di rinnovamento.
Quando questo non accade,
le cellule si accumulano, interferendo pesantemente
sui naturali processi biologici.
Se tutto ciò valesse anche per la psiche, parte del vissuto ,
delle esperienze, dovrebbero andare in apoptosi, altrimenti
si creerebbe una pletora,uno squilibrio e quindi,
malattia, disarmonia.
E’ come se gli strumenti di una orchestra suonassero
senza spartito , non andrebbero a tempo, e il risultato
non sarebbe musica, ma rumore insopportabile.
In fondo anche noi nel quotidiano, gettiamo
vecchie bollette ,accertamenti diagnostici
fatti tanti anni fa, le monete fuori corso,
i calendari degli anni passati.
Lo stesso facciamo col pc,
lo ripuliamo di vecchie cartelle che nn ci servono più.
E la mente?
Siamo capaci di gettare vecchi ricordi , torti subiti o fatti,
delusioni raccolte durante il cammino,
sensi di colpa accumulati qua e la?
Ci sono persone che li coltivano,
li mettono in un album
e ogni tanto li sfogliano, per alimentare l’astio,
per piangersi addosso…..
Insomma spesso ci teniamo stretti dei pensieri,
delle azioni, degli amori, dei rancori,
s c a d u t i !
Spesso questo è segno di invecchiamento!
A volte, per far andare bene le cose, basterebbe
imitare la macchina umana, programmata per la felicità,
mi piace crederlo,
e anch’essa come tutte le cose ,
ha una morte programmata.
IL RISCHIO CALCOLATO
Ci puo’ essere un rischio calcolato? Ma se è calcolato che rischio è?
Credo che la cosa si possa conciliare in questo modo: rischio calcolato è che se
perdo, so di essere in grado di pagare.
Se ho paura di imbarcarmi in una storia , che già a priori mi sembra
piena di difficoltà, ma che al momento è l’unica cosa che mi attrae,
posso fare due cose. O tirarmi indietro
pensando che potrei pagarla cara o farla pagare cara,
o buttarmi nell’oggi, prendere e dare
quel che posso , tanto del domani nn vi è certezza.
La prima ipotesi, la più saggia all’apparenza, è la rinuncia, è non vivere,
è soffocare sul nascere ciò che potrebbe essere.
Le conseguenze potrebbero essere cadere nel pessimismo e
nell’insoddisfazione, sentirsi vecchi e senza entusiasmo,
creare delle aspettative per il futuro
a mò di risarcimento per il sacrificio che ti è costato,
non vivere il presente al 100%.
Lasciarsi vivere giorno dopo giorno, potrebbe portare gioia,
affetto, complicità, emozioni,
ma anche vincoli, patti da rispettare, condivisione, coabitazione.
Alla calma piatta, potrebbe subentrare, condividere il tuo armadio,
trovare le sue cose per casa, munirsi di maschera antifumo,
rispettare le regole, confrontarsi giorno e notte con una
altra persona.
Sono in grado di pagare tutto ciò?
Ieri sera ho fatto poker cambiando tre carte. Avevo due otto e volevo passare!
Ma quante volte ho perso con due otto!
NON SE NE PUO’ PIU’
«I progetti per attribuire impropri riconoscimenti giuridici a forme di unioni diverse dal matrimonio sono pericolosi e controproducenti e finiscono inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio».
Queste le affermazioni del Papa ad una delegazione di rappresentanti delle istituzioni italiane.
Ma in quale altra nazione , il capo di uno stato si permette di ingerire sulle decisioni di un’altra nazione?
Questo non è un discorso religioso ma una legge che riguarda il codice civile.
Qualunque nazione democratica e cattolicissima, prende autonomamente le decisioni che riguardano la sua legislazione. Da noi, è necessaria la benedizione della chiesa anche per aprire una bottega.
Un prete che stava benedicendo una abitazione, arrivato alla camera da letto si è rifiutato di benedirla perché alla padrona di casa era scappato che era una divorziata?
La signora in questione per riparare alla cosa, con bella presenza di spirito, ha detto<<Padre non si preoccupi, non facciamo mai sesso in camera da letto, preferiamo il tavolo della cucina che è già stata benedetta!>>
Ma è possibile sopportare ancora impunemente gli editti di un Papa? E’ possibile ancora che continuino questi privilegi mediatici ( ce lo troviamo in tutti i telegiornali, ogni giorno).
E’ di pochi giorni fa la decisione della chiesa di concedere funerali religiosi a Pinochet e rifiutarli ad un uomo come Welby!
La stazione Termini non si chiamerà piu’ così, ma sarà intitolata a Papa Giovanni Paolo II, senza chiedere il consenso dei cittadini.
Io credo che ce ne sia abbastanza, per mettere dei limiti a questo strapotere.
Ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ed è arrivato il momento che gli italiani dicano se tutto ciò gli va bene.
La nostra è una repubblica democratica, indipendente, dove i rappresentanti dei cittadini devono legiferare in piena libertà, senza intimazioni di nessun genere, senza egemonia ed ingerenza di altri stati che definiscano un progetto di legge “pericoloso e destabilizzante”.
Ma parliamo forse di terrorismo?
No, parliamo di unioni civili , in uno stato laico, che dovrebbe rispettare i diritti dei cittadini,credenti e non credenti.
L’incanto del vero amore l’ho letto stasera su un blog.
Avere accanto qualcuno in cui specchiarti, , essere felice di
essere li in quel momento e di essere quella che sei, di nn
voler cambiare nulla, e vivere il tuo tempo consapevole che è
quello che vuoi.
Ritrovarsi nelle piccole cose, cercarsi, gli occhi negli occhi e
star bene dovunque purché insieme, e desiderare di tornare
a casa e ridere per niente e all’improvviso diventare seri perché
il desiderio ti fa tremare e far l’amore nelle notti di luna, col
mondo chiuso fuori e nello stesso tempo in pace con esso.
Nn aver paura del domani perché tu ci sarai, e restare li,
con gli occhi al soffitto e sentire la pace.
Regolamento:
- prendere il libro più vicino
- aprirlo a pag 123
- saltare le prime ciqnue righe e riportare nel post le successive tre
- nominare 5 blogger che continueranno la catena, pena accertamenti fiscali entro tre mesi (ma dai che sfiga???!!!)
Come da regolamento,ho aperto a pag 123, ho saltato 5 righe, e riporto le tre successive.
Dal libro “sorella del mio cuore” : QUALCHE ORA FA , QUANDO SIAMO VENUTE DI NASCOSTO QUASSU’ SULLA TERRAZZA,DOPO CENA,E IO LE HO RACCONTATO I PROGETTI CHE ABBIAMO IO E ASHOK, CREDEVO DI VEDERLA ILLUMINARSI DI FELICITA’ PER ME. INVECE ERA SCONVOLTA.
Passo la palla a : CUCCIOLO 52, MARE PROFONDO, MARIA PRIVI, ZIA CASSIE, ROSASPINA.
NN ME NE VOGLIATE. NN ME
E’ TEMPO DI SALDI.
HO MESSO UNA BANCARELLA ALL’ANGOLO DELLA
STRADA,MI SONO ACCOVACCIATA PER TERRA, HO
ESPOSTO
AVVICINATEVI SIORE E SIORI, POTRETE TROVARE
QUELLO CHE STATE CERCANDO.
UNA BAMBOLA ANNI 60.
L’HO
DESIDERATA ,TEMEVO DI SGUALCILRLA, L’HO TENUTA
PER TANTO TEMPO NEL SUO SCATOLO, E’ L’ULTIMO
DONO DI MIO PADRE DI QUANDO ERO BAMBINA. QUEL
GIORNO ,HO PIANTO TANTO, PENSAVO CHE ORMAI , PER
ME,I REGALI FOSSERO FINITI, CHE
NN MI AVEVATE PORTATO CON VOI , ED IO
DESIDERAVO INVECE ESSERE LI A GUARDARE TUTTI I
REGALI DELLA BEFANA, NEL DOPOLAVORO DOVE SI
DISTRIBUIVANO DONI AI FIGLI DEI DIPENDENTI. IO
ERO ORMAI GRANDE NN MI TOCCAVA PIU’.
QUEL GIORNO SONO CRESCIUTA UN PO. CHISSA’ PERCHE
IL DOLORE TI FA CRESCERE, O FORSE TI TOGLIE SOLO
UN PO DI SPERANZA DI GIOIA, TI FA ESSERE MENO
FIDUCIOSI, E QUESTA
QUANDO SEI ARRIVATO A CASA, CON QUESTO
SCATOLONE , MI SONO DETTA CHE A UN DOLORE
GRANDE PUO’ SEGUIRE UNA GIOIA GRANDE, MA IL
SENSO DI ABBANDONO DI QUEL GIORNO NN L’HO
DIMENTICATO E UNA BAMBOLA RESTA SEMPRE UNA
BAMBOLA!
QUI C’E’ UNA RARITA’, UNA SPECIE D’AMORE ANDATO A
MALE, MA SI E’ CONSERVATO BENE ,NONOSTANTE
TUTTO.
L’HO CONSERVATO PER CHI NN L’HA
E’ ANCORA IMPACCHETTATO, ILFIOCCO E’ SBIADITO MA
BASTA CAMBIARE
E’ UN AFFARE, LO REGALO, A CHI FA COLLEZIONE DI
STORIE IMPOSSIBILI.
A ME NN SERVE PIU’, NN MI E’
SEMBRAVA UN PECCATO BUTTARLO!
MA BISOGNA “CRESCERE”, E ALLORA VIA, PESI INUTILI.
SI PUO’ METTERE IN UNA VETRINETTA, E CON
PIU’.
Mia figlia ha dormito tutta la notte addosso a me , praticamente in un unico materasso e stamane quando ‘l’ho svegliata, mi ha detto :- allontanati che mi contagi, se prendo l’influenza nn posso uscire( questo lo aggiungo io).
Mi chiedo spesso come sarebbe stato se l’avessimo cresciuta insieme.
Cerco di immaginarti mentre fai il genitore ora rigoroso, ora permissivo. Ma certamente lei sarebbe cresciuta accanto a una mamma innamorata, contenta della sua famiglia, e avrebbe sentito l’amore che attraversa due persone e che puntualmente si sarebbe fermato in lei.
Si sarebbe sentita custode di tenerezze, di progetti, di abbracci, avrebbe fatto piano quando la camera da letto era chiusa, lanciando un’occhiata di intesa. Ti avrebbe amato teneramente , come puo’ fare una bimba assetata d’amore e di sicurezza, e avrebbe protetto la sua famiglia da tutto e da tutti.
Puo’ essere ancora così?
un tavolino sul mare ,un caffè fumante,le sigarette accanto,controllo che il cell sia accesso. Verrà? Il mare calmo davanti a me,una distesa azzurra che si perde all’orizzonte, gabbiani in volo che inseguono i miei pensieri. Ripenso a quella notte , alle tue promesse, ai baci incantati ed estenuanti.
Verrai? Mille telefonate al giorno, la tua voce trema, mi vuoi ancora. Sorrido dentro di me, è fatta!
Mi sento un po’ canaglia. Adesso che faccio, scappo, o mi fermo?
Potrei inventare una scusa, lasciarti poco a poco, nn farmi trovare……
Non sono sicura di volermi fermare qui con te, troppo complicato, ma lo sapevo già da prima, adesso la tua arresa incondizionata , mi fa valutare , arrivano i dubbi, le incertezze.
Guardo l’orologio, forse il traffico….. forse ci hai ripensato.
Un dolore sottile si insinua, ho paura di perderti o è solo lo smacco?
Mi innervosisco, nn mi sento più tanto sicura. Basta, non ci voglio pensare, mi godo l’attesa, guardo il mare immobile, i turisti che si affacciano alla ringhiera, cinque minuti ancora e poi vado via……forse è meglio così.
Una mano sulla mia spalla, eri dietro di me , come se ascoltassi i miei pensieri , mi sento scoperta abbasso gli occhi e sorrido.
Sono contenta che sei qui.