La maschera è lo strumento che rende possibile la rappresentazione di tutti i personaggi che sono dentro di noi,che spesso neanche conosciamo, a cui spesso impediamo di manifestarsi.Uno nessuno centomila.
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Voglia di vacanze, di mare, cielo azzurro
Il sole sulla pelle, leggerezza nel cuore.
La risacca lieve accarezza i nostri corpi
Le pagine di un libro sfogliate
dalla brezza
Il tuo corpo bagnato profuma di mare
Asciugherei ogni goccia con mille baci.
Ti guardo, spengo i pensieri
Voglio solo sentire, respirare, odorare.
Non parliamo, non ci tocchiamo,
Ma siamo l’una nell’altra.
QUANDO SI NASCE PESSIMISTI
Quando nasciamo ci consegnano la vita, ma regolarmente dimenticano le istruzioni per l’uso.
E allora bisogna far da sé.
Prova e riprova ,esperienza dopo esperienza , ma la chiave non si trova.
Poi un giorno, come tanti , senza voglia,
senza aspettative,
pensi che forse non è stata una dimenticanza.
Forse il gioco è questo: tu non devi fare niente, non devi programmare, non mettere tutto sotto controllo, devi solo lasciarti trasportare dal fiume che ti porterà al tuo destino.
E mi chiedo, ma se sento il rumore delle rapide, pagaio contro corrente o mi lascio annegare nelle rapide?
E se prima delle rapide, mi salvo e resto aggrappata ad uno scoglio,resterò lì per sempre in una isoletta solitaria con zanzare come missili, coperta di bolle a vita?
Mi immagino seduta sullo scoglio, piena di ponfi, con l’istamina che mi gocciola dagli occhi, pensando a cosa avrei trovato dopo le cascate.
Però sono salva! Ma, salva da che, e perché?
Per impinguare queste fottute zanzare, e malinconicamente aspettare la fine
su uno scoglio al sicuro?
No, non voglio fare come il soldato di Samarcanda, scivolo pian piano in acqua e vado verso la mia vita.
Il resto del racconto da una nuvoletta?
ma …ci sarà internet?
Stanotte ti ho sognato.
Eravamo su una nave, tu eri in viaggio con la tua piccolina,
io con la mia.
Scottavi, ma il tuo pensiero era il saggio di danza della bambina.
Io mi chinavo su di te, sentivo il tuo corpo febbricitante e ti restavo accanto.
I tuoi occhi grandi e neri, le tue mani calde, tra le mie,
finalmente non scappavo, finalmente
ti lasciavi andare tra le mie braccia.
Ti accoglievo con l’amore di sempre,
emozionata come una ragazzina…….
mi sarei presa cura di te per sempre.
AFFITTASI STANZA
Ok
mi arrendo.
Dopo mesi di inseguimento, ho deciso di arrendermi.
Non ho voluto vedere troppe cose che nn mi garbavano, che nn erano nelle mie corde, ma le accettavo di controvoglia, cercando scuse e motivazioni improbabili.
E’ tempo che io accetti questa sconfitta, che attraversi il mio dolore e viva nella consapevolezza.
La consapevolezza è libertà, ed io mi sono incatenata a te, chiudendo gli occhi, per fede, per scappare dalla solitudine, perché ti avevo dato un aspetto e una anima che non ti appartengono.
Colpa mia, della mia cecità, del non voler accettare una realtà miseramente deludente.
Porto con me, i momenti di complicità, di affetto, di condivisione, ma soltanto momenti.
Non sono stata felice nel nostro tempo,
non ho saputo combattere il tuo malessere,
la tua disperazione, precipitando insieme nell’inedia e nella rabbia.
Cosa mi è mancato?
La fiducia ,il sentirsi amata sempre e comunque,
la solidarietà, sentirmi protetta tra le tue braccia,
la tenerezza nel sesso, la verità, anche se fa male,
le carezze prima di dormire, le piccole attenzioni che trasformano il giorno in un giorno speciale.
L’amore, dunque.
Ti ho aspettato nelle notti fredde, nel mio letto troppo grande per me sola, ho aspettato che chiudessi con il passato, che avessi solo io le tue chiavi.
Preparavo la tua stanza , ho messo
Il climatizzatore, la tv, il pc.
Volevo vederti felice, sorridere, a tuo agio in maniera che tu tirassi fuori finalmente il meglio di te. Andare al mare insieme,
viverti e amarti senza confini,
riscoprire la gioia da tempo perduta.
Cosa farò ? Come farò?
Metterò affittasi stanza, il cuore no, è ancora pieno di te.