La maschera è lo strumento che rende possibile la rappresentazione di tutti i personaggi che sono dentro di noi,che spesso neanche conosciamo, a cui spesso impediamo di manifestarsi.Uno nessuno centomila.
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25 APRILE
La bandiera Italiana
Nella costituzione repubblicana del 1947, all’art. 12, si legge: “La Bandiera della Repubblica Italiana è il Tricolore: verde, bianco e rosso a tre bande verticali di eguale dimensione”.
Il significato dei tre colori è:
Verde = Il colore delle nostre pianure.
Bianco = La neve delle nostre cime.
Rosso = Il sangue dei caduti.
Dal discorso di Giosuè Carducci, tenuto il 7 gennaio 1897 a Reggio Emilia per celebrare il 1° centenario della nascita del Tricolore
«Sii benedetta! benedetta nell'immacolata origine, benedetta nella via di prove e di sventure per cui immacolata ancora procedesti, benedetta nella battaglia e nella vittoria, ora e sempre, nei secoli! Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci, nel santo vessillo; ma i colori della nostra primavera e del nostro paese, dal Cenisio all' Etna; le nevi delle alpi, l'aprile delle valli, le fiamme dei vulcani, E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti delle virtù onde la patria sta e si augusta: il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l' anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de' poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi, E subito il popolo cantò alla sua bandiera ch' ella era la più bella di tutte e che sempre voleva lei e con lei la libertà»,
La Bandiera degli italiani
Se l'amore è gioia, energia, cambiamento, come può far soffrire?Se lo lasciamo fare, ci introduce al mistero della vita, inietta energia nelle radici. E allora come spiegare il dolore, l'inquietudine?
Quante volte abbiamo cercato di ingabbiarlo in modelli preconfezionati, in stereotipi che non hanno nulla a che fare con il divino che c'è in lui. Forse Il tormento scaturisce dalle illusioni che gli abbiamo cucito addosso,nel volerlo spiegare, nel dargli una collocazione, nel catalogarlo.
Spesso ho creduto che l'altro dovesse essere la legna da accendere , per potermi riscaldare , non ho pensato che forse io dovevo accendermi e non per qualcuno ,ma per la mia vita, per il mio cambiamento.E' questo l'incanto che possiamo offrire all'altro, la magia che innamora l'altro,e non, il volerlo adattare al nostro bisogno.
La paura di perdere, dell'abbandono, di non essere amata, non fa bene all'amore, lo esaurisce.L'elettricità è nello scambio, non nell'attesa che ....se costruiamo dighe, deviamo il corso naturale, non troveremo più quel fiume in piena che ci trasporta, ma un rigagnolo pieno di detriti.Spendiamo tutte le nostre energie per portare l'acqua in un rubinetto, che lo apri quando vuoi, ma non lamentarti se poi, fai il bagno in una bacinella!
“Chiare fresche dolci acque” ..... solo se rischi di tuffarti nel fiume così com'è.

Per mantenere vivo un fuoco metti due ciocchi di legno uno accanto all'altro. Devono essere abbastanza vicini per passarsi il calore a vicenda, ma abbastanza lontani per poter respirare.
