La maschera è lo strumento che rende possibile la rappresentazione di tutti i personaggi che sono dentro di noi,che spesso neanche conosciamo, a cui spesso impediamo di manifestarsi.Uno nessuno centomila.

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"Ti amo e il mio amore x te fa di ogni altra vita una menzogna."

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venerdì, 19 gennaio 2007

IL  RISCHIO CALCOLATO

 

Ci puo’ essere un rischio calcolato? Ma se è calcolato che rischio è?

Credo che la cosa si possa conciliare in questo modo: rischio calcolato è che se

perdo,  so di essere in grado di pagare.

Se ho paura di imbarcarmi in una storia , che già a priori mi sembra

piena di difficoltà, ma che al momento è l’unica cosa che mi attrae,

posso fare due cose. O tirarmi indietro

pensando che potrei pagarla cara o farla pagare cara,

o buttarmi nell’oggi, prendere e dare

quel che posso , tanto del domani nn vi è certezza.

La prima ipotesi, la più saggia all’apparenza, è la rinuncia, è non vivere,

è soffocare sul nascere ciò che potrebbe essere.

Le conseguenze potrebbero essere  cadere nel pessimismo  e

nell’insoddisfazione, sentirsi vecchi e senza entusiasmo,

creare delle aspettative per il futuro

  a mò di risarcimento per il sacrificio che ti è costato,

non vivere il presente al 100%.

Lasciarsi vivere giorno dopo giorno, potrebbe portare gioia,

affetto, complicità, emozioni,

ma anche vincoli, patti da rispettare, condivisione, coabitazione.

Alla calma piatta,  potrebbe subentrare,  condividere il tuo armadio,

trovare le sue cose per casa, munirsi di maschera antifumo,

rispettare le regole, confrontarsi giorno e notte con una

altra persona.

Sono in grado di pagare tutto ciò?

Ieri sera ho fatto poker cambiando tre carte. Avevo  due otto e  volevo passare!

 Ma quante volte ho perso con due otto!

 

Postato da: ninasvd a 12:03 | link | commenti (22)
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domenica, 03 dicembre 2006

                UMBERTO D.

Di tanto in tanto mi torna in mente.

E’ un film che mi colpì molto quando lo vidi la prima volta e

pensai che fosse piaciuto solo a me perché nessuno dei miei

compagni e amici ne parlava! Allora non sapevo che era un

capolavoro, senza tempo sempre attuale.Mi è venuto in mente

proprio adesso che si approssimano giorni di shopping

sfrenato, di corsa ai regali. Tra la posta, ogni giorno, decine

di richieste di solidarietà, i bambini da salvare, il contributo

per la ricerca, le cartoline natalizie dei pittori senza braccia,

 gli orfanelli….


Ma dei poveri, quelli come Umberto D, non ne parla nessuno,

 loro per primi. Essere poveri è una vergogna, è essere

inferiori, è essere senza voce!


Come sono stati bravi i potenti, ti hanno affamato, tolto la

dignità, e poi manipolato in maniera tale che invece di gridare

 la tua condizione te ne vergogni!

 

Postato da: ninasvd a 10:22 | link | commenti (5)
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